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Il Mondo dopo la morte raccontato da un Nativo Indiano

Silver Birch, uno Spirito-Guida mai incarnato sulla Terra, trasmise attraverso il medium Maurice Barbanell una visione chiara dell’Aldilà.
Egli descrive un’esistenza attiva e concreta oltre la morte, dove le imperfezioni fisiche scompaiono e la comunicazione avviene tramite il pensiero.

Druck ‘L’anima lascia il corpo’ – Wikipedia, pubblico dominio

Dopo la morte, restiamo gli stessi individui, ma liberi dai limiti fisici.
Il mondo spirituale non è un luogo remoto, bensì una realtà intrecciata con il nostro piano materiale. Alcuni possono percepirlo grazie alla loro sensibilità alle sue vibrazioni.

Contrariamente alle credenze tradizionali, non vi è un sonno eterno, ma un periodo di adattamento prima di ricongiungersi ai propri cari. L’incontro è naturale, poiché gli Spiriti continuano a vegliare su di noi e possono manifestarsi come li ricordiamo. La Legge dell’Attrazione regola la nuova esistenza: solo chi ha affinità spirituali può condividere lo stesso piano.

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Quando uno Spirito giunge in una nuova dimensione, ha bisogno di tempo per adattarsi alle nuove condizioni di esistenza.
Questo processo di risveglio varia a seconda del livello di consapevolezza spirituale che la persona aveva prima della sua dipartita. Più era distante da queste conoscenze, maggiore sarà il tempo necessario per comprendere e accettare la nuova realtà.
Chi è cresciuto con concezioni rigide o ortodosse sulla vita dopo la morte può incontrare particolari difficoltà in questa fase di transizione. La vita oltre la dimensione fisica, infatti, è essenzialmente uno stato mentale: ognuno sperimenta il mondo che ha costruito nella propria coscienza, finché non avrà raggiunto un livello di evoluzione sufficiente per liberarsi di queste illusioni.

Nel mondo spirituale esistono abitazioni e abiti, creati dal pensiero, così come il cibo, che viene percepito fintanto che se ne avverte il desiderio. La comunicazione avviene telepaticamente, senza il bisogno delle parole, e non esistono inganni: ogni essere è riconosciuto per ciò che realmente è.

L’età fisica perde significato: i bambini maturano e gli anziani ritrovano giovinezza. Ognuno può esprimere i talenti non sviluppati in vita, perseguendo una crescita continua. L’apprendimento e il miglioramento sono infiniti, senza barriere di opportunità.

Non esiste un Inferno fisico, ma una condizione mentale: chi ha vissuto egoisticamente dovrà superare difficoltà interiori prima di raggiungere chi ama.

Il Paradiso è invece la serena ricompensa di una vita saggia, un luogo di armonia spirituale.

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I defunti spesso tentano di comunicare con i vivi, ma il nostro dolore eccessivo può ostacolare il contatto. Essi non risiedono nei cimiteri, bensì accanto a noi, consapevoli dei nostri pensieri. Per questo, molti spiritualisti preferiscono inviare messaggi mentali ai propri cari trapassati, certi che vengano ricevuti.

La vita nell’Aldilà è dinamica e appagante, priva di ozio. Vi sono opportunità di apprendimento e crescita continua.
Chiunque vi giunga troverà un’esistenza attiva, basata sull’evoluzione interiore e sull’amore universale.

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